Castrum Licterensis

Una fortezza amalfitana.

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Castello al tramonto

Il Castrum Licterensis è meglio conosciuto con il nome di Castello di Lettere, il nome deriva dalla cittadina che lo ospita, sorge sul versante Nord dei Monti Lattari a circa 340 metri s.l.m. sulla collina di San Nicola.

Gli Amalfitani, nel X secolo, scelsero di posizionare in questo posto una fortificazione perché da questo punto era possibile osservare dall’alto alcuni punti strategici: a nord-ovest il porto di Castellammare di Stabia, a nord la valle del Sarno e a nord-est i Monti di Sarno. Amalfi, per assicurarsi la difesa di tutto il confine settentrionale, costituì insieme al Castello di Lettere una vera e propria rete di fortificazioni assicurandosi anche il controllo dei valichi sia dal lato Sorrentino che da quello dell’Agro Nocerino dove entrambi conducevano alla Costiera Amalfitana.

Il castello subì ingenti lavori di adeguamento durante il periodo Aragonese (1442) per consentire alle torri e alle mura di resistere anche agli attacchi delle moderne artiglierie d’assedio. L’ultimo episodio bellico di questa meravigliosa fortezza fu nel 1528 quando 1000 soldati spagnoli assediarono il barone di Lettere, Carlo II Miroballo, che appoggiava l’esercito francese. Il barone in un primo momento si barricò nel castello sollevando il ponte levatoio, ma, dopo tre giorni, per paura della potente artiglieria spagnola, decise di scappare consentendo così il saccheggio della rocca. Dopo questo episodio l’edificio con il suo villaggio fu pian piano abbandonato, restò attiva solo la cattedrale che venne abbandonata solo nella metà del XVII secolo.

L’aspetto del castello non è stato sempre quello di una rocca, ma dal X al XII secolo vi era un villaggio fortificato con torri quadrate, case, una cattedrale ed una scuderia. Alla cattedrale, che possiede tre navate, venne affiancato un campanile nell’XI secolo decorato con tarsie in tufo grigio ed arenaria. Nel XIV secolo si decise di ampliarla trasformando le tre absidi semicircolari di egual misura in una grande abside centrale quadrata affiancata a due semicircolari più piccole, mentre risale al XVI secolo l’affresco raffigurante la Madonna del Soccorso, visibile ancora oggi. La rocca venne edificata solo nel XII secolo con l’insediamento a Lettere di un feudatario che la eresse come sua abitazione e simbolo di potere.

Fino al 2000 non vi erano tracce del villaggio fortificato, fu grazie all’intuizione di un archeologo, Domenico Camardo, che, consultando alcuni documenti e osservando delle stampe realizzate tra il XVIII e XIX secolo, intuì la presenza di un villaggio nei pressi della rocca. Quindi iniziarono in quell’anno quattro saggi archeologici che diedero ottimi risultati e portarono a programmare una campagna di scavo lungo tutto il pianoro avvenuta tra l’estate del 2007 e la primavera del 2008. Oggi il castello è accessibile per tutti coloro che desiderano visitarlo con un biglietto d’ingresso di soli 2 euro.

CLICCA SUL LINK PER VEDERE UN VIDEO DEL CASTELLO:https://www.youtube.com/watch?v=F7gvU0oIdUM&t=3s

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Dopo aver conseguito il diploma come Ragioniere-Perito Commerciale, ho seguito la passione per l'archeologia conseguendo nel 2015 la Laurea Magistrale in Archeologia con la votazione di 109/110. Sono socio dell'Associazione Culturale "CamCampania" che organizza visite guidate, eventi e laboratori didattici e ha come fine la promozione culturale e turistica del territorio in cui risiedo. Con essa collaboro anche come redattore per la rivista "CamCampania Magazine". Nel mese di maggio del 2018 sono stato iscritto all'albo delle guide turistiche della Sardegna e nel mese di luglio del 2018 a quello dei Giornalisti della Campania (Elenco Pubblicisti). L'anno seguente, nel mese di marzo 2019, ho superato la selezione per accedere al corso IFTS (Regione Campania) come tecnico superiore per la promozione di prodotti e servizi turistici, concludendolo nel mese di dicembre con la votazione di 100/100. Le passioni che coltivo sono: la fotografia, il trekking e il nuoto. Dall'agosto 2020 sono iscritto nelle GPS per l'insegnamento (A021 e A054).

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