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Nesea: la birra artigianale dei Monti Lattari

Negli ultimi anni la cultura brassicola si è sempre più diffusa in Italia, Campania inclusa, dando vita ad originali bevande, non tutte però sono in grado di donare la freschezza tipica delle birre di stampo bavarese, ad eccezione della birra artigianale Nesea, prodotta dal Birrificio Boccale dei Re di Santa Maria la Carità che, oltre a produrre questa dissetante birra in diverse varianti, organizza corsi  per homebrewers e corsi per birrai durante i quali i corsisti vengono accompagnati per mano a partire dagli adempimenti burocratici fino all’apertura di un birrificio artigianale ed alla creazione di una propria ricetta di birra artigianale.

Birrificio Boccale dei Re

Il Birrificio Boccale dei Re viene fondato nel 2014 a Santa Maria la Carità da Michele Sicignano, produttore della birra Nesea, venduta sia all’ingrosso che al dettaglio.

Le birre prodotte sono “LE CHIARE” – 5 e 9 vol. – (lager caratterizzate da un corpo morbido maltato e leggere note di luppolo, donano la tipica freschezza delle birre bavaresi e del nord Europa) e “LA ROSSA” – 8 vol.- (“doppelbock” dal corpo pieno tipico dei malti caramellati, dall’aroma intenso con dolci note di caramello e liquirizia). Il gusto che ha oggi Nesea è il frutto di una serie di esperimenti che il birraio Michele Sicignano ha intrapreso a partire dal 2014. Si tratta di una lager di stampo bavarese, ma tutta italiana: dal corpo morbido, pulito, mediamente amara.

Nesea rispetta il “Reinheitsgebot” bavarese, ovvero l’ “Editto della Purezza” emanato a Monaco nel 1.516. Sottoscritto dagli allora reggenti della Bavaria, i f.lli e duchi Guglielmo IV e Ludovico X, l’editto prevedeva che qualunque produzione di birra fosse vincolata dall’utilizzo dei seguenti ingredienti, senza aggiungere altro: orzo, luppolo e acqua.

Il nome della birra, Nesea, è tratto dalla mitologia greca: Nesea era una ninfa dei corsi d’acqua, tali ninfe, dette Nereidi (figlie di Nereo), vivevano nella natura ed erano simboli di forza e vitalità che improvvisavano danze e giochi, intrecciando storie d’amore con gli dei e gli abitanti dei boschi. Nel mondo greco venivano adorate come dee e si facevano loro offerte (latte, miele, olio, ghirlande di fiori) per ottenere benevolenza: avevano potere di indovinare il futuro, erano ispiratrici, guaritrici, e proteggevano le partorienti.

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