130 GIOVANI: UNA SVOLTA PER IL FUTURO?

Categoria: Proposte Letterarie Scritto da Elisabetta Cardone / May 25, 2020

Se l’Italia soffre e con essa soccombe il lavoro e la possibilità per i laureati e neolaureati di spiccare il volo verso il futuro, ci pensano i bandi di selezione firmati MiBACT a porre un lieto fine, anzi una fine a dir poco imbarazzante.

Le file dei laureati in Amministrazione dei Beni Culturali, Archeologia, e tutte le facoltà equipollenti sono stracolme e per dare una svolta il Ministero dei Beni e delle Attività  Culturali e del Turismo, pensa bene di indire un concorso per selezionare ben 130 giovani, le cui potenzialità saranno spese nelle Sovrintendenze di Pompei ed Ercolano, in poli di musei regionali o in Archivi centrali dello Stato e Biblioteche Nazionali di Roma e Firenze. Proprio così; l’Italia cola a picco e si offre uno stage formativo retribuito per la durata di circa un anno a 130 giovani, solo 130. “Della serie c’è la guerra e invece di acquistare mitra e fucili, comperiamo fiammiferi”.

Inutile precisare che per poter presentare domanda al MiBACT bisogna poter vantare un curriculum eccellente, pregno di requisiti utili solo a poter fare una cernita più restrittiva, visto e previsto l’esuberante numero di richieste pervenute. Una laurea ottenuta con il massimo dei voti entro e non oltre i 12 mesi, non avere più di 29 anni d’età; magari avere anche un peso forma nella norma.

Come si può tentare di dare un pallido futuro ai giovani con proposte lavorative così scialbe? Ovvia è la decisione della maggior parte degli italiani appena laureati che scelgono di emigrare, di tentare la fortuna all’estero, di parlare una lingua che non è la loro, di spendersi in un lavoro che sia quantomeno più gratificante, professionalmente, economicamente o personalmente.

Spontaneo nasce il paragone con questa “povera Italia” e la Biblioteca Oratoriana Statale dei Girolamini di Napoli; infatti in occasione della Domenica di Carta, giornata nazionale dedicata per l’appunto agli Archivi e alle Biblioteche, domenica scorsa, un’apertura straordinaria ha reso possibile la visita all’antica biblioteca napoletana, sottoposta da anni a un sequestro giudiziario a causa di migliaia e migliaia di furti di libri. Essa si trova a Via Duomo, nell’omonimo complesso monumentale, fondato tra la fine del ‘500 e la prima metà del ‘600 dai religiosi seguaci di San Filippo Neri; nel lontano 1586 la Biblioteca dei Girolamini fu una delle prime a essere aperta per l’usufrutto del pubblico.

La somiglianza oscilla tra l’Italia, resa ormai quasi e irrimediabilmente vuota di giovani, futuro della nazione, e lo scempio delle scaffalature lignee delle librerie dei Girolamini, dove tantissimi libri e tomi adornavano e riempivano in tutti i sensi l’ambiente dove si formarono Giambattista Vico e Benedetto Croce. I furti dei libri antichi, patrimonio inestimabile andato perduto, misero sotto condanna Massimo De Caro, l’ex direttore condannato a 7 anni di reclusione per peculato, con interdizione dai pubblici uffici; a coadiuvarlo nei suoi traffici illeciti secondo le tesi dei PM, furono Sandro Marsano, ex conservatore del Complesso Monumentale e Marcello Dell’Utri, ex senatore diForza Italia. C’è da dire che la complicità nell’ambito politico e il totale disinteresse per la tutela del patrimonio culturale italiano hanno reso impossibile risalire alla quantità effettiva di volumi saccheggiati; si stima che il numero si aggiri intorno alle 5mila opere, con conseguente mancanza di pagine e pagine di cataloghi delle pubblicazioni conservate e recuperate. Anche se l’Associazione “Amici dei Girolamini” tramite il Presidente, si dice investita dell’intento di rendere nuovamente la Biblioteca dei Girolamini per un uso pubblico tramite un ausilio della Magistraura, può continuare l’Italia ad andare avanti così? Ad avere una parvenza di lealtà tramite le giornate dedicate alla memoria? Tramite tirocini formativi di 130 giovani su milioni di laureati disoccupati? Tramite le immancabili “pezze a colori”?

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Elisabetta Cardone

Dott.ssa in Archeologia e Storia delle Arti