CLEOPATRA: LA REGINA CHE INCANTO' ISCHIA

Categoria: Arte e Talenti Scritto da Francesca Andreoli / January 26, 2020

Quando sull’isola verde arrivò la diva dagli occhi viola (al secolo: Liz Taylor), in pantaloni capresi, scarpe basse e grandi occhiali da sole, nessuno avrebbe immaginato che le successive settimane avrebbero raccontato una storia destinata a riempire d’inchiostro pagine e pagine dei rotocalchi dell’epoca.

 

Correva l’anno 1962 e la star di Holliwood dal fascino di seduttrice si apprestava a girare una delle pellicole più controverse della storia del cinema: “Cleopatra”.

Del film si criticarono molti aspetti: troppo tempo per completare la lavorazione (circa tre anni), ingenti somme di denaro spese per realizzarlo - il film è celebre per aver quasi mandato in fallimento la 20th Century Fox: inizialmente il costo era stimato attorno ai 2 milioni di dollari, ma la sua realizzazione ne richiese ben 44 milioni (equivalenti a più di 300 milioni di dollari attuali) – infine, sfiancanti furono i tentavi di assecondare  i capricci di Elizabeth Taylor, alla quale (si narra) fosse impossibile dire di no: lo scintillio dei suoi occhi era tanto ammaliante da stregare immediatamente chiunque.

E ancora disordini tra regia e produzione, incomprensioni, licenziamenti.

A riprese ben iniziate, il regista Robert Mamoulain fu sostituito da Mankiewicz che si ammalò di esaurimento nervoso, Richard Burton prese il posto di Stephen Boyd e Rex Harrison (litigioso come non mai) quel di Peter Finch e Liz che cambiò 65 vestiti: un record!

Come se non bastasse, a dipingere il quadro nero, si insinuò prepotente la polmonite che colpì la Taylor, che la costrinse ad una tracheotomia, necessaria per salvarle la vita, la cui  cicatrice è visibile in numerose scene.

Ciononostante, il film è rimasto nella storia del cinema, come uno dei più grandi colossal – peplum, ma anche nel cuore degli ischitani che in tanti parteciparono come figuranti alla pellicola e che ebbero il privilegio di guardare da vicino i più celebri occhi di Hollywood.

Ognuno cercava di vederla, lei la diva e tutto quel mondo sfavillante che si portava cucito addosso, che si incuneava in questa isola della vita semplice di gente di mare.

Corse di ragazzini a frotte dietro la grande macchina bianca scoperta che portava Liz sul set di Cleopatra,dove ardente bruciava la passione, galeotto di un amore travolgente, controverso, spietato, tra Marco Antonio e Cleopatra, Richard Burton e Elizabeth Taylor , la quale non dovette sforzarsi molto per fingere le scene di passione sotto il sole ischitano, perché quel Marco Antonio – Burton lo amava davvero, non solo nella finzione.

Lo scandalo consolidò la reputazione della Taylor come femme fatale e portò Burton nell'Olimpo delle stelle di Hollywood.

Una storia d’amore destinata ad attirare parecchi paparazzi: i due all'epoca erano entrambi già sposati. Ogni giorno si avvistavano giornalisti che a bordo di gozzi perlustravano lo specchio d’acqua antistante il Castello Aragonese, in cerca di pettegolezzi e scatti rubati.

Eppure, la tranquilla quotidianità dell’isola prepotentemente interrotta dagli scandali di Holliwood non indispettì per nulla gli isolani, che invece trovarono divertente l’attenzione mediatica della stampa. La passione sul set fu un’occasione per racimolare qualche soldino, affittare delle camere in più, apparecchiare tavoli.

Nel fervore delle riprese, Ischia si predisponeva a rompere gli schemi e a fare da (splendida) cornice alla tresca del secolo.

Sui muretti di pietra di Ischia Ponte, sotto il bagliore della luna che riflette sul mare e il castello che si eleva imperioso, l’amore passionale tra i due ragazzi faceva sognare, tant’è che ancora oggi, moltissime donne che percorrono il pontile conducente il castello immaginano di essere la bella Cleopatra che sfida – e vince – le sorti di un amore impossibile.

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