CASELLE IN PITTARI (SA): IL COMPLESSO SPELEOLOGICO

Categoria: Sport e Ambiente Scritto da Elisabetta Cardone / September 20, 2019

Per sfuggire all’afosa calura estiva di agosto, non resta che rifugiarsi tra le montagne, sedersi all’ombra delle fronde dei tigli, organizzare un corroborante pic-nic sull’erba e godersi la frescura dei boschi.

Le estive gite fuori porta di solito prevedono partite di calcio e pisolini su comode amache, ma per chi ama l’avventura e la scoperta non si può non consigliare di visitare il piccolo comune salernitano di Caselle in Pittari.

Arroccato su di una collina cilentana e sovrastato da una torre medioevale, Caselle in Pittari dispone di un panorama geografico ricco, dove la natura detta le regole principali: il maestoso Monte Cervati, le acque sgorganti del fiume Bussento, scorci sul mare, la cromatica bellezza delle rocce del Monte Bulgheria, l’azzurro Lago artificale Sabetta, le luci del santuario di Novi Velia e ancora le viscere de La Rupe e lo splendido Parco Nazionale del Cilento e del Vallo di Diano.

Storicamente questo ameno paesino di montagna ha fatto parte dal 1811 al 1860 del Regno delle Due Sicilie, per poi entrare a far parte del Circondario di Sala Consilina fino al 1927. Pregno di bellezze naturali, paesaggistiche e archeologiche Caselle in Pittari vanta anche un nutrito complesso speleologico, dove folti gruppi di studiosi, geologi e amanti della montagna si recano per trascorrere una giornata all’insegna di arrampicate divertenti e passeggiate nelle buie e suggestive grotte.

Le due gemme di Caselle in Pittari sono infatti la grotta di San Michele e la grotta dell’Angelo; si tratta di un complesso carsico sviluppatosi sul versante meridionale del Monte San Michele: gli ingressi delle due grotte si aprono in uno spiazzo raggiungibile tramite un comodo sentiero che parte dal centro abitato del paese. Entrambe le grotte sono dedite al culto, in quanto all’interno sono stati eretti altari con raffigurazioni dell’arcangelo, protetti negli anni dalle acque di stillicidio da piccoli absidi.

La Grotta di San Michele presenta uno sviluppo orizzontale; l’ingresso è chiuso da un cancello in ferro e immette su un’ampia galleria lunga circa 10 metri, con la volta costituita da una superficie di strato. Alla fine di questa galleria si sviluppa una sala a morfologia piuttosto irregolare, con le pareti ampiamente concrezionate; al centro della sala si è sviluppata una notevole concrezione colonnare, alla quale è stato addossato l’altare votivo, quasi a evocare e a riprodurre il percorso di una navata di un’antichissima chiesa naturale nata tra i sedimenti rocciosi.

La Grotta dell’Angelo invece presenta uno sviluppo complessivo di 49 metri con la porzione iniziale orientata diversamente e il tratto finale si dirige, dopo un’ampia curvatura verso Nord. L'ingresso è chiuso da un cancelletto e appena entrati è ben visibile un piccolo altare votivo con una raffigurazione di colorati angeli; subito oltre l'altarino c'è un piccolo ambiente, con una breve diramazione verso Sud, in cui sono visibili svariati concrezionamenti naturali a testimonianza di vecchi livelli di stazionamento di pozze d'acqua. La grotta prosegue con una breve strettoia che conduce in un ulteriore sala, caratterizzata da intensi fenomeni di concrezionamento (stalattiti e stalagmiti – ndr), che spesso creano passaggi molto angusti. Una piccola risalita al fondo della sala porta a un altro passaggio stretto che immette direttamente su una breve galleria che conduce sul fondo della grotta, la quale termina con vistose e affascinanti concrezioni sulle pareti. Tutta la grotta, oltre la prima strettoia, si presenta molto concrezionata, con la presenza di colate calcitiche, spesso a forma colonnare a ridosso delle pareti e stalagmiti di grosso diametro, dando vita così ad ambienti da favola, davvero evocativi e incantevoli.

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Info sull'autore


Elisabetta Cardone

Dott.ssa in Archeologia e Storia delle Arti