LA FESTA DI SANTA RESTITUTA A LACCO AMENO D'ISCHIA

Categoria: Feste Popolari Scritto da Rosa Regine / October 15, 2019

C’è grande fermento come tutti gli anni per la festa della santa compatrona, insieme a san Giovan Giuseppe della Croce, dell’isola d’Ischia, in programma come sempre dall’8 al 18 maggio prossimi.  La festa ha inizio il giorno 8 di maggio con la processione

dell'immagine della Santa Martire lungo le strade della marina; il 16 maggio c’è la “ Sacra Rappresentazione del martirio e dello sbarco di Santa Restituta ad Ripas”; l’altra tappa fondamentale è il giorno 17 maggio, il giorno di Santa Restituta,  con una grande processione per mare durante la quale il mezzo busto ligneo della Santa, riccamente adornato e arricchito con tanti oggetti preziosi che le sono stati offerti dalla popolazione dell'intera isola per grazia ricevuta, raggiunge Casamicciola Terme lì dove il vescovo diocesano rivolge la sua benedizione e il suo messaggio all'intera comunità. L’Urna di marmo contenente le spoglie mortali della Santa, custodite nel Duomo di Napoli e trasferite sull’isola in occasione del 17esmo centenario del 1984 (nella foto la sacra rappresentazione di quell’anno), e da quella data altre tre volte, non fanno parte di questa processione. Nel giorno conclusivo, il 18 maggio, l'immagine della Santa è portata nuovamente in processione per le strade dell'intero paese che per l’occasione vengono addobbate di stupende luminarie. Seguono alla mezzanotte, in chiusura della festa, i fuochi d'artificio. Il santuario diocesano a lei dedicato, basilica pontificia minore, è edificato sopra un'antica basilica paleocristiana; in esso sono custodite due statue lignee della santa: un busto policromo del 1711 ed una scultura dorata del XVI secolo; quest'ultima si trova nella cappella laterale, dove sono custodite alcune reliquie della santa. Annesso al santuario si trova un museo archeologico, sorto negli anni cinquanta per iniziativa del rettore don Pietro Monti, sacerdote e archeologo, con reperti dell'età ellenistica, romana e paleocristiana. Il flusso dei turisti è sempre corposo, ma lo è altrettanto quello degli isolani, devoti e non, che aspettano maggio per rivivere un evento ricco di storia millenaria che si intreccia con la leggenda ed affascina. Ma chi era Restituta?

Il suo nome può essere ricercato nella “Passio SS. Dativi, Saturnini et aliorum”, redatta da Pio Franchi Dei Cavalieri. Durante la decima persecuzione anticristiana, ordinata dall’Imperatore Diocleziano nel 304, un folto numero di cristiani, provenienti anche dalle vicine città di Cartagine e Biserta, continuarono a radunarsi nella città di Abitina in casa di Ottavio Felice, per celebrarvi il rito eucaristico, detto “dominicum”, sotto la guida del presbitero Saturnino.
Una cinquantina di loro venne sorpresa dai soldati romani: furono arrestati, interrogati e quindi trascinati in catene a Cartagine. Il 12 febbraio del 304 subirono l’interrogatorio rituale alla presenza del proconsole Anulino e, riconfermata la loro fede nonostante le torture, vennero condannati a morte: fra loro c’era anche Restituta. Ella era originaria di Cartagine secondo alcune fonti, di Tenizia, cioè Ponizarius, forma grafica contraffatta di Hippo-Diarrhytus, l’attuale Biserta in Tunisia, secondo altre fonti. Nei vari luoghi dove trovarono rifugio gli esuli cartaginesi, ebbe origine la devozione alla martire africana. Tra i luoghi legati al culto della Santa, ricordiamo Napoli, Lacco Ameno nell'isola d'Ischia, Palermo, Cagliari, Oristano, Calenzana in Corsica e Oricola, in provincia dell'Aquila. La santa è spesso rappresentata con la palma e la barca, simboli del martirio, il grappolo d’uva, e il giglio.

La sacra rappresentazione è divisa in sei quadri: nel primo si assiste all’interrogatorio della giovane Restituta che dichiara di adorare quel Dio che ha creato il cielo, la terra e il mare rifiutandosi di pronunziare il nome di Giove o di altra divinità e viene così condotta in carcere. Nel secondo quadro Restituta viene percossa e le appare un angelo che la consola appellandola martire gloriosa. Nel terzo quadro Restituta viene di nuovo interrogata e invitata ad inchinarsi alla maestà degli dei. La giovane rifiuta senza esitazione. Viene ordinato che la si sottoponga ai più atroci tormenti. Nel quarto quadro il giudice detta la sentenza finale: Restituta, rea convinta di sacrilegio, avendo rifiutato di adorare i sacri muni dell'impero deve essere posta su una barca riempita di pece e di stoppa per essere lasciata bruciare e quindi sprofondare negli abissi del mare. Nel quinto quadro la sentenza viene eseguita ma improvvisamente le fiamme si avventano sul vascello dei carnefici, risparmiando la barca su cui è Restituta. L'angelo del Signore trasporta la barca con il corpo di Restituta verso la Baia di San Montano a Lacco Ameno (ad Ripas). Quando essa tocca riva, all’improvviso la spiaggia si ricopre di fiori bianchi, gigli, i gigli che tutti i lacchesi e non solo, chiameranno i gigli di Santa Restituta, che oggi però non crescono più nella zona. Nel sesto quadro, il più suggestivo, la matrona Lucina, svegliata dall'Angelo, si porta sul luogo e stupisce davanti a un così straordinario spettacolo. Torna in paese e chiama a raccolta il popolo gridando "Una barca senza vele e senza remi è giunta alla nostra terra. Sulla Barca il corpo santo di una vergine martire. Donne, uomini, sacerdoti, accorrete! Venite a contemplare il dono del Signore!". Radunata la popolazione, viene data solenne sepoltura alla Martire nel luogo detto Eraclius, alle falde dell’attuale Monte Vico in Lacco Ameno, dove sono conservati i ruderi della basilica paleocristiana, e dove sorge oggi il Santuario dedicato alla Santa. Il viaggio leggendario ha anche ispirato il poeta francese Alphonse de Lamartine, che compose nel 1842 “Le lis du golfe de Santa Restituta dans l’ìle d’Ischia”.

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Info sull'autore


Rosa Regine

Rosa Regine è nata a Ischia (NA), nel  2009 ha conseguito la laurea triennale nel corso di laurea (CdL) in Cultura e amministrazione dei beni culturali presso l’Università degli studi di Napoli “Federico II”, discutendo una tesi in Storia greca dal titolo “Il mito di Tifeo ad Ischia. Dalla condanna greca al recupero locale”, e nel 2012 presso lo stesso Ateneo ha raggiunto anche l’obbiettivo del diploma magistrale nel CdL in Organizzazione e gestione del patrimonio culturale ed ambientale, con una tesi in Bibliografia e Biblioteconomia dal titolo “I canali vecchi e nuovi di diffusione del libro”. Da sempre interessata all’arte e alla cultura, appena dopo la laurea magistrale inizia un percorso di approfondimento della formazione professionale per il settore dell’editoria, degli archivi e delle biblioteche, che la porta a conseguire nel 2015 il diploma della Scuola di archivistica, paleografia e diplomatica dell’Archivio di Stato di Napoli. Per conto dell’Associazione napoletana Librincircolo realizza l’evento Book-mob a Ischia. Attualmente lavora a Milano presso la Cittadella degli Archivi e sta per conseguire il diploma del master di I livello dell’ISSR “San Pietro” di Caserta in Biblioteconomia e Archivistica ecclesiastica. Ha seguito un corso biennale per animatore diocesano del turismo religioso e culturale, concludendo l’esperienza  teorica con un servizio di guida presso alcune chiese del comune di Forio d’Ischia.