LA CORSA DELL'ANGELO A FORIO D'ISCHIA

Categoria: Feste Popolari Scritto da Rosa Regine / October 16, 2019

In vari comuni d’Italia soprattutto al Meridione in occasione della Settimana Santa e della Pasqua di Resurrezione si svolgono sacre rappresentazioni dei vari momenti della Passione, morte e Resurrezione di Cristo Gesù. Anche sull’isola d’Ischia, nel comune di

Forio in particolare, vi sono varie manifestazioni del genere, in parte frutto dell’impegno di associazioni laiche in parte figlie di antichissime liturgie ecclesiastiche. Tra queste ultime, è da menzionare senz’ombra di dubbio la cosiddetta “corsa dell’Angelo”, che si svolge nelle strade del centro di Forio la mattina della Domenica di Pasqua. Le prime notizie di questa manifestazione religiosa risalgono al Seicento e si trovano nei libri di introito ed esito dell’archivio dell’Arciconfraternita di Santa Maria di Visitapoveri alla quale è da attribuire l’iniziativa di una simile manifestazione a Forio. Esse fanno riferimento ai pagamenti per la realizzazione di parte degli arredi necessari alla liturgia e delle statue che vengono ancora oggi portate in spalla dai membri della confraternita, ossia il Cristo, la Madonna, San Giovanni Apostolo e l’Angelo da cui prende il nome la manifestazione appunto. Nell’ottimo testo del professore Agostino di Lustro sull’Arciconfraternita di Santa Maria di Visitapoveri (L’Arciconfraternita Santa Maria Visitapoveri a Forio: quattro secoli di storia, Forio, Assessorato alla cultura del Comune di Forio, 2014, 2° edizione), sono descritti tutti i momenti di questa festa.

Verso le dieci e trenta ha inizio la solenne messa al cui termine s'avvia la processione formata da un piccolo corteo, lo stendardo celeste e il pennacchio di penne di struzzo bianco, la croce della Confraternita, la statua dell'Angelo, il clero e la statua del Cristo Risorto. Nel frattempo le statue della Madonna, che reca un velo bianco che le copre il volto (originariamente era nero), e di San Giovanni vengono disposte in Corso Matteo Verde, poco prima del crocevia principale di Forio. Quando il corteo con le statue di Gesù e dell’Angelo arriva all’altro capo dello stesso corso (denominato corso Francesco Regine), all’altezza della fontana di Piazza Matteotti si ferma e viene intonato il Regina Coeli da voci poderose anche se stonate sotto la direzione di un cerimoniere. Al termine del canto l’Angelo viene rivolto al Cristo, si ripete il canto e l’Angelo, dopo tre inchini a Gesù, spicca la prima corsa lungo Corso Umberto I, tra due ali di folla che resta assiepata lungo tutto il percorso fino al momento finale. L’Angelo arriva al quadrivio in corrispondenza della Chiesa di Santa Maria di Loreto dove si ferma e viene intonato di nuovo il Regina Coeli alla fine del quale l’Angelo, dopo altri tre inchini alle statue della Madonna e di San Giovanni, che nel frattempo avanzano lentamente lungo il corso Matteo Verde affiancate, corre di nuovo dal Cristo. Questa scena si ripete per tre volte. Alla terza volta la statua dell’Angelo si ferma e viene messa da parte sotto il campanile della basilica di Santa Maria di Loreto, mentre la Madonna e San Giovanni avanzano fino all’altezza di Vico Piazza. A questo punto viene tolto il velo della Madonna (il momento più bello) che corre finalmente verso il Cristo fermandosi alla sua sinistra. Contemporaneamente le campane suonano a gloria, dai balconi del corso vengono lanciati coriandoli e colombe candide si librano in volo tra lo scoppio di mortaretti, gli applausi del popolo intorno e il canto del Regina Coeli che si ripete per l’ennesima volta. La statua di San Giovanni indietreggia fino a portarsi a fianco a quella dell’Angelo che corre questa volta verso il Cristo e la Madonna. Si ripete il canto e poi l’Angelo torna alla postazione precedente sotto il campanile inchinandosi tre volte ad ogni passo indietro. A questo punto avanza fino alle statue del Cristo e della Madonna lo stendardo e dopo la ripetizione del canto il vessillifero lo abbassa tre volte fino a terra in segno di omaggio, facendo però attenzione a non toccare mai terra con le penne del pennacchio: in questo modo si assicura la prerogativa di ripetere questo omaggio l’anno successivo, e riceve anche un piccolo dono simbolico dalla confraternita. A fine rappresentazione si ricompone la processione questa volta con lo stendardo davanti e dietro le statue dell’Angelo, di San Giovanni, i confratelli preceduti dalla croce, il clero, le due statue di Cristo e della Madonna affiancate. Il corteo percorre Corso Umberto, via Cardinale Lavitrano e via Roma, salendo fino alla Basilica di San Vito da dove, scendendo per via San Giovanni e via Sant’Antonio Abate, fa ritorno alla chiesa della confraternita.

Le statue della Madonna, di San Giovanni Apostolo e del Cristo Risorto sono statue lignee opera di un ignoto scultore napoletano negli anni 1756-1757. L’Angelo dorato è anch’esso una statua in legno opera della bottega dello scultore Francesco Mollica databile intorno al 1620. Oggi la statua originale non corre più e si può ammirare nella chiesa dell’Arciconfraternita di santa Maria Visitapoveri. Il suo ruolo lo svolge una statua realizzata circa vent’anni fa.

L’angelo fa la spola per ben tre volte così come nella veglia pasquale la Chiesa annuncia nella liturgia della luce o del cero che Cristo è la luce del mondo e tre volte canta l’Alleluia che è l’inno della resurrezione e della vita. Lo scoprimento del volto della Madonna sta a significare il momento in cui la Chiesa viene illuminata dalla luce radiosa della resurrezione di Cristo che ha vinto la morte e ha riconciliato l’uomo con Dio.

Nel passato e in parte ancora oggi la corsa dell’Angelo viene vista come il momento più alto di aggregazione della gente di Forio. Attualmente però essa, pur essendo parte essenziale della religiosità e della tradizione cultuale e culturale della comunità isolana e in special modo foriana, ha assunto maggiormente un carattere folkloristico, e il suo riscontro turistico fornisce un ottimo termometro di quella che sarà la stagione sull’isola d’Ischia che inizia convenzionalmente con la domenica di Pasqua.

Thank for sharing!

Info sull'autore


Rosa Regine

Rosa Regine è nata a Ischia (NA), nel  2009 ha conseguito la laurea triennale nel corso di laurea (CdL) in Cultura e amministrazione dei beni culturali presso l’Università degli studi di Napoli “Federico II”, discutendo una tesi in Storia greca dal titolo “Il mito di Tifeo ad Ischia. Dalla condanna greca al recupero locale”, e nel 2012 presso lo stesso Ateneo ha raggiunto anche l’obbiettivo del diploma magistrale nel CdL in Organizzazione e gestione del patrimonio culturale ed ambientale, con una tesi in Bibliografia e Biblioteconomia dal titolo “I canali vecchi e nuovi di diffusione del libro”. Da sempre interessata all’arte e alla cultura, appena dopo la laurea magistrale inizia un percorso di approfondimento della formazione professionale per il settore dell’editoria, degli archivi e delle biblioteche, che la porta a conseguire nel 2015 il diploma della Scuola di archivistica, paleografia e diplomatica dell’Archivio di Stato di Napoli. Per conto dell’Associazione napoletana Librincircolo realizza l’evento Book-mob a Ischia. Attualmente lavora a Milano presso la Cittadella degli Archivi e sta per conseguire il diploma del master di I livello dell’ISSR “San Pietro” di Caserta in Biblioteconomia e Archivistica ecclesiastica. Ha seguito un corso biennale per animatore diocesano del turismo religioso e culturale, concludendo l’esperienza  teorica con un servizio di guida presso alcune chiese del comune di Forio d’Ischia.