L'OPERA SUPERNAPOLI DI CHERUBINO GAMBARDELLA ENTRA NELLA COLLEZIONE DEL MUSEO MADRE

Categoria: Beni Culturali Scritto da Carmela La Mura / February 26, 2020

Mercoledì 18 maggio ore 18:00 nella Sala Re_PUBBLICA, piano terra, l'opera Supernapoli di Cherubino Gambardella entra nella collezione del MADRE.La presentazione con l'artista Cherubino Gambardella, si arrichirà della presenza di Gianluigi Colin, Aldo Colonetti, Pierpaolo Forte e Andrea Viliani al Museo MADRE, via Settembrini 79, Napoli dalle ore 19:00 alle ore 20:00 con visita guidata con l'artista.

L'opera Supernapoli dell'architetto e designer Cherubino Gambardella, una doppia quadreria, esposta, durante il suo compiersi dal vivo, alla Biennale di Architettura di Venezia nel 2014, e poi alla Triennale di Milano nel 2015, descritta anche in un volume che ne racconta le fasi processuali e le figure progettuali, torna nella sua città d’origine per volontà dell'artista che ha deciso di donarla al museo MADRE di Napoli. L'opera sarà presentata al pubblico nell'ambito del nuovo progetto 2016 dedicato dal MADRE alla formazione progressiva della collezione del museo, con particolare riferimento alle pratiche dell'archivio: Per_formare una collezione: per un archivio dell'arte a Napoli. Vero e proprio invito fantastico e stimolo intellettuale, il progetto Supernapoli conferma la natura performativa, agita e mutevole, condivisa e comunitaria, relazionale e dialogica della collezione del museo campano d’arte contemporanea, volta a sondare, esplorare, documentare e mettere in azione energie anche non ortodosse, sconfinamenti linguistici, disciplinari e metodologici, che in questo caso rimettono in circolo, e in prospettiva, il rapporto fra l'architettura e l'arte, fra la città reale e la città utopica.Con l'autore dialogheranno Gianluigi Colin art director del “Corriere della Sera”, Aldo Colonetti filosofo, storico e teorico dell'arte, del design e dell'architettura insieme a Pierpaolo Forte, presidente della Fondazione Donnaregina per le arti contemporanee e Andrea Viliani, direttore del MADRE.

Per Cherubino Gambardella Napoli non è solo una città conosciuta in tutto il mondo, ma è soprattutto una città dalla sostanza corporea sia disarmonica che seducente, la cui attrazione appare al contempo evidente e imperscrutabile. Nell'articolazione delle sue strutture compositive e delle sue capacità mitopoietiche, che impregnano caratteristiche antropiche, culturali e geografiche, Napoli è una città reale ed insieme intangibile, che sprigiona e manifesta qualcosa di indefinito, pur nella sua indiscutibile e ricorrente presenza. Il corpo di Napoli è quindi un “supercorpo”, che mantiene al suo interno anche sostanze ideali e tratti invisibili, un racconto per immagini di evenienze che ne amplificano l’immagine concreta, trasformandola in una metropoli articolata su una molteplicità di livelli di esperienza e di racconto. E se ogni città è una costellazione di queste diverse esperienze e racconti che la abitano, essi si sono stratificati nel tempo per solidificarsi, infine, nella sua architettura. Per questo anche la forma della città di Napoli diventa una base possibile su cui fondare la sua stessa duplicazione immaginaria e ipotetica... "E, così, improvvisamente, nasce Supernapoli, l’insediamento inconscio, la città sovrapposta, la metropoli che si muove entrando e uscendo dal corpo che la ospita. Tutto per impedire alla realtà di stabilire una supremazia sul presente, restituendo all’utopia il suo diritto ad esistere, come prassi democratica nel pensiero quotidiano" racconta lo stesso autore. La Supernapoli di Gambardella si sovrappone immaginativamente, fantasmaticamente alla reale conformazione urbana di Napoli, non tanto per ricucirne politicamente, sociologicamente o razionalmente antiche ferite, quanto per riqualificare idealmente il corpo vivo della città, innestandovi nuovi frammenti edificati, proponendo tagli e demolizioni nel suo denso tessuto abitativo e produttivo, introducendo riforestazioni nelle sue parti degradate. Nel loro carattere plastico e scultoreo, le visioni di Gambardella si susseguono quasi a volersi rendere sovra-realtà possibile e auspicabile, dalle lastre inclinate per la raccolta d’acqua piovana e dalle vasche vegetali che rianimano territori compromessi, forniti di impianti fotovoltaici per energie pulite, ai collegamenti che sovrastano il brulicare di vita dei Quartieri Spagnoli, da una Forcella diradata e sviluppata in inedite verticalità fino alle Vele di Scampia liberate dai ballatoi, al posto dei quali sorgono nuove linee di percorso e collegamento fra monumentali spazi verdi.

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Info sull'autore


Carmela La Mura

Laureata in Organizzazione e gestione del patrimonio culturale e ambientale presso l'Università degli Studi di Napoli Federico II.

Socia dell'Associazione CamCampania, appassionata di trekking.