LA CHIESA DI SANTA MARIA DI MONTEVERGINE (SAN FRANCESCO DI PAOLA) A FORIO D'ISCHIA

Categoria: Beni Culturali Scritto da Rosa Regine / October 14, 2019

Sull’isola d’Ischia vi sono molte chiese. Esse sono organizzate in parrocchie che sono a loro volta raggruppate e gestite in 4 decanati che grossomodo corrispondono ai comuni. Nel comune di Ischia troviamo nove parrocchie: Cattedrale, Assunta, Gesù

Buon Pastore, San Domenico in SS. Annunziata, Santa Maria di Portosalvo, Santa Maria delle Grazie in San Pietro, Sant’Antonio Abate, San Ciro martire e dei Frati Minori. I comuni di Casamicciola e Lacco Ameno hanno tre parrocchie: Santa Maria Maddalena Penitente, Sant’Antonio da Padova e la Santissima Annunziata in Santa Maria delle Grazie. Barano e Serrara-Fontana hanno anch’essi in tutto 9 parrocchie: Santa Maria del Carmine, Maria Santissima Madre della Chiesa, San Giovanni Battista, Santa Maria della Mercede, San Sebastiano, San Giorgio, San Michele, Santa Maria La Porta e Natività di Maria Santissima. Il comune di Forio ospita sei parrocchie: San Vito Martire, San Sebastiano Martire, San Michele Arcangelo, Santa Maria di Montevergine, San Leonardo abate, San Francesco Saverio.

La parrocchia di Santa Maria di Montevergine si trova al confine con il comune di Lacco Ameno, è stata eretta come parrocchia solo nel 1962 ed è costituita da due chiese: la principale intitolata appunto alla Madonna di Montevergine, ma più nota come chiesa o santuario di San Francesco di Paola; la seconda, dedicata a Santa Maria delle Grazie, San Michele Arcangelo e alle Anime del Purgatorio, ma conosciuta più semplicemente come chiesa del Purgatorio. Entrambe le chiese di questa parrocchia sono molto belle e caratteristiche, ciascuna nel proprio stile.

La chiesa di San Francesco di Paola risale al Seicento nel suo impianto originario costituito dalla sola navata centrale. Nel corso del Settecento questo edificio fu affiancato da un vero e proprio eremo, costruito grazie ad un frate, tale Fra’ Michele Alemanno, un anacoreta che aveva già trascorso molti anni presso l’eremo di San Nicola e che a un certo punto ottenne dall’Università di Forio di proseguire la sua vita ascetica in un luogo climaticamente meno rigido della vetta del Monte Epomeo. Nel 1863 la comunità di eremiti si sciolse ed il Comune di Forio, che possedeva il diritto di patronato, affidò la chiesa ad un cappellano cui diede anche facoltà di realizzare giardino, cisterna, dormitori e altri locali. Tali ampliamenti si rivelarono fondamentali nel 1901 per consentire al medico Giovanni Angelo Patalano (1873-1957) di fronteggiare l’epidemia di vaiolo arabo che aveva colpito Forio. Una lapide marmorea all’esterno della chiesa ricorda la vicenda, valsa anche, nel 2004, l’intitolazione di una strada all’eroico medico foriano.

Tuttavia i costi di manutenzione della chiesa gravavano sulle casse comunali, e così il comune decise nel 1924 di concedere l’enfiteusi perpetua sul santuario ad una famiglia inglese di stanza sull’isola, gli Stead, che la mantennero fino al secondo conflitto mondiale quando, a causa degli opposti schieramenti di Italia e Gran Bretagna, la famiglia ne venne privata insieme alla residenza privata realizzata nel frattempo. Bisognò attendere la fine delle ostilità perché essi potessero tornarne in possesso. Intanto nel 1948 si procedette agli ultimi lavori di ampliamento della chiesa con l’aggiunta delle due navate laterali e della torre campanaria, grazie all’interessamento del Rettore Don Giovanni Crisostomo Verde. Da allora l’aspetto della Chiesa di San Francesco di Paola, apprezzata soprattutto dai turisti nei mesi estivi per la sua semplicità tipicamente mediterranea e per la vicinanza all’omonimo lido, non è più cambiato. Al suo interno attualmente l’edificio, la cui muratura è in pietra di tufo e pietra lavica, si compone di due parti: quella anteriore, moderna, in 3 navate, con una cappella, e quella posteriore, originaria, di minori dimensioni, che comprende l’altare maggiore, un altare minore, il fonte battesimale e una cappella laterale. L’altare maggiore è del Truccoli ed è datato 1775; il paliotto dell’altare presenta una splendida figura in marmo dell’Assunta; sovrasta l’altare una pala, olio su tavola, del 1633, opera dell’artista foriano Cesare Calise, che raffigura la madonna di Montevergine col bambino in trono e, ai lati, San Francesco di Paola con il saio marrone e il bastone e Santa Caterina con la spada. Anche all’esterno una serie di maioliche collocate sul timpano raffigurano gli stessi soggetti. Sull’altare minore è collocata una statua in legno della Madonna di Montevergine della seconda metà del Settecento. Nella navata di destra si trova una cappella con un altare in marmo e il busto ligneo di San Francesco di Paola riposto in una nicchia. Nella navata di sinistra è possibile ammirare uno splendido crocifisso ligneo del Settecento.  In chiesa è presente anche un organo a canne costruito nel 1781 da Domenico Antonio Rossi. La Chiesa è dotata di un ampio sagrato, dove è presente una statua in bronzo di San Francesco di Paola, opera dell’artista Tony Di Nicola, che ha realizzato anche la cornice in bronzo della pala dell’altare maggiore. Curiosità: lungo la strada che conduce al santuario sono disposte tredici edicole votive. Alcune sono ex voto di famiglie della zona; altre, invece, raffigurano le stazioni della Via Crucis di Gesù Cristo e recano le iniziali di Maria Helaine Hussey e di Cleves Stead Marrett, rispettivamente moglie e figlia del capofamiglia Alfred Stead. Esse sono tredici come il numero de “i tredici venerdì di San Francesco di Paola”, pia pratica istituita da San Francesco che si svolge nei tredici venerdì precedenti la festa del Santo che ricorre il 2 aprile, anche se i tradizionali festeggiamenti parrocchiali vengono svolti la prima domenica di maggio. Il 22 dicembre 1962, con bolla di Monsignor Dino Tomassini, Vescovo d’Ischia, fu creata la Parrocchia, la cui titolare è Santa Maria di Montevergine, che tradizionalmente viene festeggiata il 15 agosto con la solennità dell'Assunzione della Beata Vergine Maria. Il primo Parroco è stato il Canonico Don Franco Piro, dall’ottobre del 1966 fino alla sua dipartita nel 2012; suo successore dal 19 marzo 2012 è l’attuale Parroco Don Beato Scotti.

Nelle vicende della chiesa di San Francesco di Paola si intrecciano, dunque, storia civile e religiosa di Forio e dell'isola d'Ischia, ed è forse proprio nelle difficili condizioni di esistenza che per molti secoli hanno segnato la vita sull'isola che va rintracciata una delle ragioni del forte sentimento di fede che tuttora pervade gli ischitani in generale, e i foriani in particolar modo. 
L'irta salita che porta alla chiesa con le edicole votive a mo’ di segnaletica testimonia questa fede dei residenti e anche dei tanti turisti napoletani che le domeniche d'estate partecipano alla santa messa.
Il culto di San Francesco di Paola, infatti, è fortemente radicato al sud Italia. Ricordiamo che, oltre a essere patrono del Regno delle Due Sicilie, il santo è compatrono della città di Napoli e non stupisce, quindi, che sia molto venerato dai tanti napoletani che hanno casa nei paraggi della chiesa e della splendida, omonima, spiaggia. Un contesto paesaggistico stupendo, ancor più sul far della sera, con i celebri tramonti foriani, non lontano dal Belvedere del promontorio di Zaro, intitolato il 12 aprile 2013 a San Josemarìa Escrivà, fondatore dell’Opus Dei, e dai bellissimi giardini La Mortella.

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Info sull'autore


Rosa Regine

Rosa Regine è nata a Ischia (NA), nel  2009 ha conseguito la laurea triennale nel corso di laurea (CdL) in Cultura e amministrazione dei beni culturali presso l’Università degli studi di Napoli “Federico II”, discutendo una tesi in Storia greca dal titolo “Il mito di Tifeo ad Ischia. Dalla condanna greca al recupero locale”, e nel 2012 presso lo stesso Ateneo ha raggiunto anche l’obbiettivo del diploma magistrale nel CdL in Organizzazione e gestione del patrimonio culturale ed ambientale, con una tesi in Bibliografia e Biblioteconomia dal titolo “I canali vecchi e nuovi di diffusione del libro”. Da sempre interessata all’arte e alla cultura, appena dopo la laurea magistrale inizia un percorso di approfondimento della formazione professionale per il settore dell’editoria, degli archivi e delle biblioteche, che la porta a conseguire nel 2015 il diploma della Scuola di archivistica, paleografia e diplomatica dell’Archivio di Stato di Napoli. Per conto dell’Associazione napoletana Librincircolo realizza l’evento Book-mob a Ischia. Attualmente lavora a Milano presso la Cittadella degli Archivi e sta per conseguire il diploma del master di I livello dell’ISSR “San Pietro” di Caserta in Biblioteconomia e Archivistica ecclesiastica. Ha seguito un corso biennale per animatore diocesano del turismo religioso e culturale, concludendo l’esperienza  teorica con un servizio di guida presso alcune chiese del comune di Forio d’Ischia.