"IL RIFLESSO DEL MONDO, IN UNA POZZANGHERA NEL FANGO"

Categoria: Attualita' Scritto da Candida Parlato / February 26, 2020

Elisabetta Panico è una giovane autrice di 21 anni che ha frequentato l'Istituto d'arte di Avellino, e vive in un paesino vicino Nola,

ha pubblicato recentemente una raccolta di versi edita dalla BookSprint che prende il nome de "Il riflesso del mondo, in una pozzanghera nel fango". “Il riflesso del mondo in una pozzanghera nel fango” è una raccolta di versi decisi, che gettano uno sguardo proprio sul mondo, il mondo interiore di chi scrive nel quale potersi riconoscere. Si parla di sentimenti come la solitudine, o la malinconia, versi decisi che lasciano domandarsi su alcuni dei valori della vita stessa. Il riflesso che ne viene fuori è quello di una realtà difficile da vivere, affrontata con la consapevolezza e la certezza che i momenti complicati vanno comunque affrontati e vissuti.

DI SEGUITO , L'INTERVISTA ALL'AUTRICE:

Come nasce in te la necessità di approcciarti all'arte e alla poesia in particolare?

Utilizzare le parole per poter far fronte a quelle che sono le sensazioni interne all’animo personale, è un qualcosa di cui ho sempre avuto bisogno. Io ho sempre scritto, da che ho imparato a farlo. Ogni parola si è sempre caricata di vita propria ricoprendo un ruolo Significativo, Terapeutico e Riflessivo. Un tema a scuola per me non era solo un modo per prendere un bel merito, un diario ricolmo di sfoghi non è mai stato semplicemente un taccuino giornaliero, persino uno scarabocchio può considerarsi scrittura. La poesia, un dipinto, una fotografia, e tutti i restanti linguaggi creativi che ne seguono, sono tutti modi per lasciare un Segno. Quando la vita scorreva, io segnavo! Con quale tecnica, in che modo o il perché, non importava, è successo non saprei dirlo. Così come non ti spieghi perché ci si innamora…

- Quale pensi possa essere il ruolo dell'arte nella società?

Ci tengo a precisare che risulta ormai impossibile dare una definizione onnicomprensiva di arte o di opera d’arte, come già tutti sanno. Per questa ragione nel rispondere alla domanda, cercherò d’inquadrare (o almeno ci provo), soltanto il ruolo di quelle che sono “Le arti visive/figurative” nella nostra società. Poiché troppi sarebbero i punti d’approfondire e tanti prima di me hanno detto e stradetto sull’argomento, cercherò di servirmi in parte, di quello che è il dono della sintesi. “Tutto non nasce dall’Arte, ma l’arte è collegata al Tutto”. Con questo pensiero personale dal gusto secco e deciso, così come i versi della mia raccolta, consiglio di riflettere sul profondo compito che l’arte sa di avere ma che noi, se non pochi, gli riconosciamo. L’arte è stata da sempre riflesso della realtà in cui si muoveva, dando voce a pensieri mossi da ideologie contestualizzabili. La sua voce può spaventare, imprevedibile e schietta. Eppure, nonostante dietro ad essa si nasconda un affascinante invito a guardare, sentire e soprattutto conoscere, ancora oggi non sono certa che le venga riconosciuto tutto questo, e neppur la sua carica educativa! Non si può pensare all’Arte come un qualcosa d’isolato, d’interesse per chi la pratica o per i dotti di turno. Svegliamoci! Credo che nella realtà italiana in cui vivo, l’Arte è solo biglietto da visita graditissimo da parte del turista di turno, e noi siam persino diventati dei dinosauri immuni a tanta bellezza.

- Come nasce la tua raccolta "Il riflesso del mondo, in una pozzanghera nel fango" e a chi è rivolta?

Partendo dal ruolo terapeutico che per me ha lo scrivere, i versi si sono fatti strada lasciando sul cammino tutti quei significati, tutte quelle ipotesi o risposte personali. Avevo bisogno di mettere un punto a un periodo particolare della mia vita. Un punto, come segno! Nasce nell’ultimo anno e mezzo trascorso, quando determinate cose hanno colto la mia attenzione e segnato la mia vita. Nostalgie, sorrisi abbozzati, malinconie e tristezze consapevoli, vanno a tessere l’intero lavoro poetico e personale svolto. Elaborare un unico segno nato da ciò che ci ha segnato! Una lettura che consiglio a chi ha voglia di perdersi e ritrovarsi, tra le parole che riflettono il mondo interiore di scrive nel quale potersi specchiare.

- In quale progetto artistico sei impegnata attualmente?

Attualmente mi concentro per portare a termine gli studi accademici legati alla Didattica e Comunicazione dell’arte, presso l’Accademia di Belle Arti di Napoli. Ho recentemente partecipato alla Terza Edizione del Concorso Internazionale "Premio Maschera di Pulcinella città di Acerra" con l’opera pittorica che prende il nome di “Senza Suono”. Inoltre a breve esporrò a Napoli quattro miei lavori, nati dalla sperimentazione della tecnica del collage e influenzata da un grande artista Richard Hamilton. Saranno visibili temporaneamente presso il Bar Belle Arti, in Via Santa Maria di Costantinopoli, quindi per chi volesse dare un’occhiata, ha anche la scusa di gustare un buon caffè.

- Quali i tuoi progetti in cantiere in ambito artistico?

Io non faccio progetti: Nel senso, vivo alla giornata e ho imparato a capire che l’ispirazione non da preavviso, ma che muore se non soddisfatta. Ho sempre cercato di cogliere l’attimo in cui essa piomba a farti visita, sperimentando ciò che ne viene fuori in fase di costruzione d’idee. Quali saranno i progetti mossi dall’ispirazione futura, lo scopriremo poi…

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Info sull'autore


Candida Parlato

Laureata in psicologia clinica alla Federico II, svolge volontariato con la Croce  Rossa ed è istruttrice di educazione alimentare e patologie non trasmissibili. E' volontaria inoltre presso l'associazione ABio che si occupa di sostenere e far divertire i bambini malati in ospedale.

Il suo motto:

Ciò che abbiamo fatto solo per noi stessi muore con noi. Ciò che abbiamo fatto per gli altri e per il mondo resta ed è immortale. (Harvey B. Mackay)